Oggetto: Legge di Bilancio 2024.
 
Illustrissimo Presidente, Illustrissimi Ministri,
 
in qualità di Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini della Professione di Ostetrica (FNOPO) desidero portare alla Vostra qualificata attenzione la crescente preoccupazione delle nostre circa 22.000 professioniste e professionisti, dovuta alle anticipazioni della stampa sui contenuti della prossima legge di Bilancio.
Negli articoli succitati si parla infatti, con preoccupante insistenza, di uno stanziamento straordinario per i Pronto Soccorso, destinato ai soli Medici e Infermieri, con la conseguente ennesima, inspiegabile, inaccettabile ed irricevibile esclusione di tutte le restanti professioni sanitarie in generale e della nostra in particolare.
Va inoltre considerato che ogni anno la professione di ostetrica risulta incredibilmente esclusa da qualsiasi riconoscimento economico, malgrado le ricorrenti rassicurazioni, che sfociarono, durante i lavori sulla legge di Bilancio 2023, nell’accoglimento nell’Aula della Camera dell’Ordine del Giorno 9/643-bis-AR/10 a firma dell’On. Schifone, con il quale si impegnava il Governo a valutare l'opportunità di disporre interventi normativi volti a prevedere indennità economiche ulteriori in favore della figura professionale dell'ostetrica tali da garantire l'adeguato riconoscimento e la puntuale valorizzazione delle competenze e delle specifiche attività svolte.
L’assurdità di una tale eventuale esclusione verrebbe tra l’altro amplificata dal fatto che la nostra professione risulta essere figura fondamentale nei Pronto Soccorso Ostetrici, dove il triage ostetrico viene svolto dall’ostetrica triagista. Va osservato che la dimenticanza della figura dell’ostetrica amplifica la distanza tra i proclami inerenti al sostegno alla natalità e la realtà, perché appare evidente che senza una buona esperienza di nascita è difficile incentivare la procreazione e ancor prima viene meno la volontà di procreare senza un sostegno reale al mantenimento della salute e fertilità della donna.
Riteniamo, pertanto, essenziale che venga dato un segnale di attenzione anche verso questa professione che in questi anni si è sentita troppo spesso ignorata e bistrattata, al punto che quest’anno si sia registrata una disaffezione riscontrabile nel minimo storico di richieste di iscrizioni al corso di laurea, con un calo del 20 % delle domande.
Alla luce delle succitate premesse, pur nutrendo la speranza che tali notizie siano prive di fondamento, Vi sarei grata se voleste dar seguito ai continui e ripetuti proclami con i quali viene correttamente ribadito che il nostro servizio sanitario è composto da 30 professioni sanitarie tutte parimenti utili ed indispensabili, tra le quali la professione di Ostetrica riveste un ruolo di fondamentale importanza per la salute della donna e del nascituro, ovvero ricomprendendo anche la nostra professione tra quelle oggetto di riconoscimenti economici, anche per evitare il ripetersi di discriminazioni tanto assurde quanto anacronistiche.
 
Nell’attesa di conoscere le Vostre considerazioni nel merito l’occasione mi è gradita per inviare i miei più cordiali saluti.